BERBERINA, UN ALLEATO PER MANTENERE LIVELLI NORMALI DI GLICEMIA E COLESTEROLO

Immagine Berberis Vulgaris_def

Il 14 novembre è stata la Giornata Mondiale del Diabete: si  calcola che in Italia oggi siano 3 milioni le persone con diabete di tipo 2, una patologia in veloce crescita sia nei Paesi avanzati, sia nei Paesi che hanno da poco iniziato il loro sviluppo economico.

Un’alimentazione sana e l’esercizio fisico rappresentano gli alleati più efficaci nella lotta all’iperglicemia e all’ipercolesterolemia: Integratori Italia – AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) sottolinea che un aiuto può arrivare anche dall’assunzione di integratori alimentari che contengono berberina, un alcaloide contenuto nella radice del biancospino, molto utilizzato anche dalla medicina tradizionale cinese.

La berberina è caratterizzata infatti da una significativa capacità di ridurre il colesterolo e di migliorare il profilo glicemico.

A questo proposito il dr. Andrea Poli, Presidente di Nutrition Foundation of Italy, precisa: “Questa sostanza, agendo su una proteina denominata PCSK9, è in grado di aumentare la presenza dei recettori per il cosiddetto “colesterolo cattivo” (LDL) sulla superficie delle cellule del fegato, con una conseguente riduzione dei livelli delle LDL stesse nel sangue. La berberina agisce anche sui livelli del glucosio nel sangue (la glicemia), per la sua capacità di ridurre l’assorbimento intestinale di glucosio e di facilitarne la captazione a livello muscolare ed epatico” .

Dal Rapporto Frost & Sullivan: “Healthcare Cost Savings of Phytosterol Food Supplements in the European Union”FITOSTEROLI: CON 1,7 G AL GIORNO OLTRE 5 MILIARDI DI POSSIBILI RISPARMI DELLA SPESA SANITARIA ALL’ANNO IN EUROPA

Il consumo di 1,7 g di fitosteroli al giorno da parte degli adulti europei di età superiore ai 55 anni con ipercolesterolemia grave ridurrebbe del 2,3% il rischio di ospedalizzazione dovuta a eventi cardiovascolari. Ciò comporterebbe risparmi di € 26,5 miliardi nel corso di cinque anni, ovvero € 5,3 miliardi all’anno.

Questi i risultati del nuovo studio commissionato da Food Supplements Europe, (Associazione Europea di Aziende produttrici di Integratori Alimentari), di cui Integratori Italia-AIIPA fa parte, a seguito di un’analisi delle evidenze scientifiche disponibili.

L’ipercolesterolemia è dovuta alla presenza di livelli elevati di colesterolo LDL nel sangue ed è associata ad un più alto rischio di eventi cardiovascolari. In tutta l’UE vivono 31,1 milioni di persone di età superiore a 55 anni che soffrono di ipercolesterolemia grave e che hanno un rischio stimato pari al 24,3% di essere colpiti da un evento cardiovascolare con conseguente ospedalizzazione. I fitosteroli hanno dimostrato di ridurre i livelli di colesterolo LDL. Ci sono prove evidenti che miliardi di euro di costi associati a eventi cardiovascolari potrebbero essere risparmiati attraverso un’integrazione più diffusa tra le popolazioni target nella UE.

I ricercatori indipendenti di Frost & Sullivan hanno calcolato, infatti, l’onere economico legato alla gestione di eventi cardiovascolari dovuti a ipercolesterolemia in questo target di popolazione e hanno stimato un costo a carico dei servizi sanitari dell’UE di 1,328 miliardi di euro tra il 2016 e il 2020 – 266 miliardi di euro all’anno, equivalenti a 34.637 euro per ogni evento. I risultati dello studio sono riportati nel nuovo rapporto Frost & Sullivan: Healthcare Cost Savings of Phytosterol Food Supplements in the European Union (http://www.foodsupplementseurope.org ).

È il secondo studio pubblicato nell’arco di un anno che ha evidenziato l’enorme potenzialità di una più diffusa integrazione alimentare nella UE nel generare risparmi in relazione a eventi cardiovascolari tra le popolazioni target.

“Nel primo studio, del 2016, i ricercatori di Frost & Sullivan avevano calcolato un risparmio di 13 miliardi di euro all’anno dovuti a malattie cardiovascolari con un consumo giornaliero di 1.000 mg di integratori alimentari omega 3 EPA + DHA, nella popolazione over 55” – dichiara Anna Paonessa, Responsabile Integratori Italia – AIIPA. “In questo nuovo studio, si parla sempre di rischio cardiovascolare: l’analisi adesso esamina, attraverso una simulazione, l’impatto positivo dell’integrazione alimentare con fitosteroli sui costi dei servizi sanitari nella UE e sulla qualità di vita del target a rischio considerato dallo studio.

A febbraio 2017 è stato infine pubblicato un secondo rapporto che aveva calcolato il risparmio generato dall’integrazione di Calcio e Vitamina D nel ridurre le fratture ossee tra i 27,8 milioni di persone dell’UE di età superiore ai 55 anni che soffrono di osteoporosi, per un risparmio valutato di 3,96 miliardi di euro l’anno.

PRINCIPI INTEGRATORI ITALIA

INTEGRATORI ITALIA si impegna da sempre a trasferire ai lettori e agli utenti della pagina Facebook Integratori & Benessere una comunicazione bilanciata e basata su evidenze scientifiche. Nell’ottica di un continuo miglioramento della propria comunicazione, dal gennaio 2017  INTEGRATORI ITALIA ha deciso di ispirarsi ai principi espressi da HEALTH ON THE NET FOUNDATION (HON) https://www.healthonnet.org, per orientare la propria attività informativa ad uno standard di correttezza scientifica e trasparenza sempre più elevata.

I 6 principi a cui ci ispiriamo (*)

  1. Autorevolezza

La fonte delle informazioni deve essere sempre ben indicata; le informazioni sulla salute devono essere fornite da esperti e da professionisti (medici, ricercatori) chiaramente indicati e qualificati.

  1. Complementarietà

Le informazioni presenti intendono incoraggiare e non sostituire mai la relazione del paziente con il proprio farmacista o con il proprio medico.

  1. Attribuzione

Le informazioni scientifiche devono essere accompagnate dalla fonte bibliografica in modo chiaro, esaustivo e completo e se possibile anche dal link diretto alla fonte dei dati. I testi di carattere scientifico devono riportare la data di pubblicazione/aggiornamento.

  1. Giustificazione

I contenuti scientifici non firmati da esperti e professionisti qualificati, devono attenersi alle indicazioni espresse dalla normativa e in particolare modo dal Regolamento Claims (Reg. CE 1924/2006) e dal  DLG 21 maggio 2004 n. 169, recepimento della Direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari.

  1. Finanziamento

L’identità dell’organizzazione che promuove/contribuisce al finanziamento, ai servizi e al materiale della pagina FB/sito deve essere chiaramente riconoscibile.

  1. Trasparenza

Le informazioni dovranno essere corredate da un chiaro riferimento per i contatti (indirizzo mail, telefono etc) per poter ricevere ulteriori informazioni e chiarimenti.

(*) I principi sopra riportati sono stati tratti da: http://www.hon.ch/HONcode/Patients/ e talvolta adattati ai temi trattati dalla nostra pagina Facebook. La Fondazione HON è un’organizzazione internazionale non governativa attiva nel campo dell’etica dell’informazione sanitaria, che ha istituito la certificazione HONcode, uno standard etico che tutela la trasparenza e la credibilità delle informazioni dei siti web di carattere scientifico. Per suggerimenti e richieste di chiarimenti: info@integratoriebenessere.it

IL POMODORO AMICO DEL CUORE

Da un recente studio su Atherosclerosis nuove strategie nutrizionali per la gestione del rischio cardiovascolare:
integrazione con licopene e prodotti a base di pomodoro

Milano, 22 marzo 2017. L’Osservatorio Integratori Italia segnala i risultati di una recentissima revisione sistematica di 21 studi pubblicata su Atherosclerosis1 che evidenzia un’associazione tra consumo di prodotti a base di pomodoro, integrazione con licopene e minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (CVD).
La revisione ha indagato gli effetti del consumo di derivati di pomodoro e licopene su alcuni marker della funzione cardiovascolare, come quantità di lipidi nel sangue, pressione sanguigna e funzione endoteliale, in individui adulti.

I risultati hanno mostrato che interventi nutrizionali con prodotti a base di pomodoro erano associati a una riduzione significativa dei valori del colesterolo LDL e un miglioramento dei valori di FMD (indice di funzionalità endoteliale e parametro surrogato di rischio cardiovascolare) mentre una supplementazione con licopene riduceva la pressione sistolica.

“Le evidenze disponibili costituiscono un’area di ricerca molto promettente – afferma Andrea Poli, Presidente di Nutrition Foundation of Italy – e in prospettiva potranno supportare lo sviluppo di strategie nutrizionali individualizzate per far fronte alla gestione dei fattori di rischio cardiovascolare. Interessante, soprattutto, è osservare come gli effetti protettivi del licopene e dei derivati del pomodoro siano complementari e non perfettamente sovrapponibili. Il pomodoro migliorerebbe il profilo lipidico, ed il licopene (di cui il pomodoro è peraltro molto ricco) soprattutto il profilo dei valori della pressione sanguigna. Anche se è complesso spiegare tali differenze, il messaggio che ne emerge punta a sottolineare che gli alimenti funzionali (come il pomodoro) e i loro principi attivi purificati (come il licopene) sembrano sinergizzare nei loro effetti di prevenzione cardiovascolare, ciascuno “aggiungendo qualcosa” agli effetti protettivi dell’altro”.

1.Tomato and lycopene supplementation and cardiovascular risk factors: a systematic review and meta-analysis. Ho Ming Cheng, Georgios Koutsidis, John K. Lodge, Ammar Ashor, Mario Siervo, José Lara. www.atherosclerosis-journal.com/article/S0021-9150(17)30010-2/abstract

INTEGRATORI ALIMENTARI: UNO STRUMENTO SEMPRE PIU’ UTILIZZATO DAI MEDICI PER LA RIDUZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARI

Le malattie cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus cerebrale, più frequenti in età avanzata, rappresentano, specialmente nei paesi industrializzati come l’Italia, la principale causa di invalidità e di morte. Si tratta di malattie a genesi tipicamente multifattoriale: tra i fattori di rischio, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione e il sovrappeso, molto diffusi nella popolazione adulta, con prevalenze spesso del 50% o più della popolazione oltre i 60 anni d’età.

La prevenzione di queste patologie pone pertanto la specifica necessità di ridurre i fattori di rischio: un aiuto a tal proposito può provenire dagli integratori alimentari, un settore in larga crescita, secondo i dati di QuintilesIMS. L’integrazione in farmacia, parafarmacia e GDO ha mantenuto una crescita del 4,2 a volumi nel 2016 (6,2% in valori).

In particolare, tra i prodotti più utilizzati nell’area della riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari, ci sono gli integratori a base di “riso rosso fermentato”, beta-glucani, berberina e omega 3. Questi integratori hanno visto incrementare ancora più significativamente i consumi (+15% in volumi) quelli a base di riso rosso fermentato, mostrano un aumento ancora più marcato delle vendite in unità (+21%).

Il dottor Andrea Poli, Direttore Scientifico di NFI (Nutrition Foundation of Italy), all’interno della Review scientifica sugli integratori alimentari di Integratori Italia – AIIPA, ha dichiarato che “è ragionevole assumere (pur in assenza, per la maggior parte di questi prodotti, di studi di intervento controllati) che un uso protratto nel tempo di integratori alimentari consentirà di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nei soggetti che li assumono.”

Sempre secondo il dottor Poli:

• I fitosteroli, o steroli vegetali, competono con i meccanismi intestinali di assorbimento del colesterolo, indicendo una riduzione del 9/10% del colesterolo LDL che, se protratta nel tempo, indurrà un calo di analoga ampiezza della probabilità di incorrere in un evento cardiovascolare maggiore (infarto miocardico fatale o non fatale).
• La berberina è caratterizzata da una significativa capacità di ridurre il colesterolo LDL e l’assorbimento intestinale di glucosio.
• Il beta glucano, fibra insolubile presente in piccole quantità nei cereali e in alcuni funghi, e in quantità maggiori nell’orzo e nell’avena, ha dimostrato la capacità di ridurre il colesterolo LDL e influenzare favorevolmente la glicemia.
• Gli integratori a base di riso rosso fermentato, ormai molto popolari sul mercato italiano, contengono una molecola ad attività inibitoria sulla sintesi epatica del colesterolo. Uno studio clinico randomizzato condotto in Cina su una popolazione di circa 5.000 soggetti, di cui circa 1.400 di età adulta o avanzata (da 65 a 75 anni all’arruolamento), con un pregresso evento coronarico come l’infarto, ha documentato la capacità del prodotto di ridurre in maniera statisticamente significativa e clinicamente rilevante gli eventi coronarici fatali e non fatali, gli ictus cerebrali e la mortalità per qualunque causa (-31%, -44% e -32%).
• Un discorso a parte lo meritano gli integratori a base di grassi polinsaturi della famiglia degli omega-3, che svolgono azioni varie ed integrate, essenziali sia per il normale sviluppo di organi e tessuti (specie la retina, il cervello, il cuore) e sia per una loro corretta funzionalità. Hanno anche effetti nella prevenzione cardiovascolare, e di alcune condizioni patologiche molto diffuse.

Secondo QuintilesIMS, i medici di base, i cardiologi ed altri specialisti consigliano l’utilizzo di questi prodotti. Sono circa 500.000 le indicazioni fornite nel 2016, di cui 300.000 per il riso rosso fermentato e 158.000 di prodotti a base di Omega3 per disturbi cardiovascolari – principalmente in presenza di malattie del metabolismo lipoproteico e ipertensione.

ISOFLAVONI DELLA SOIA, TRA GLI ALLEATI PER UN BUON SONNO

concept of rest and relaxation. woman sleeping in bed on the background of nature

Il sonno è un processo fondamentale per il benessere fisico e mentale: tuttavia, sono oggi sempre più le persone che accusano disturbi, più o meno debilitanti, alla qualità del riposo.

A questo proposito, l’Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari – Integratori Italia), segnala un interessante studio condotto in Giappone su oltre 1000 persone e pubblicato su Nutrition Journal, secondo cui un aiuto decisivo arriva dagli isoflavoni della soia, una classe di fitoestrogeni presenti in natura soprattutto nelle leguminose, la cui assunzione è correlata positivamente con la durata e la qualità del sonno. Lo studio è il primo lavoro ad aver analizzato la popolazione in generale: prima di questo, solo due ricerche avevano preso in esame la correlazione tra assunzione degli isoflavoni della soia e turbe del sonno, focalizzandosi però esclusivamente sulle donne in post-menopausa.

La ricerca è stata condotta su 1.076 giapponesi di età compresa tra i 20 – 78 anni di cui sono state prese in esame alcune abitudini rilevanti. L’assunzione di isoflavoni è stata misurata utilizzando tre alimenti a base di soia molti comuni nella cucina giapponese: il natto (un prodotto derivato dalla fermentazione dei fagioli di soia), il tofu e il tofu fritto. I partecipanti allo studio hanno poi ricevuto un questionario di auto-valutazione sulle proprie abitudini alimentari e sul sonno. I risultati suggeriscono che un’elevata assunzione quotidiana di isoflavoni da fonti alimentari è significativamente correlata a una durata ottimale del sonno (7-8 ore) e a una sua migliore qualità.

“Il meccanismo d’azione dovrà essere pienamente chiarito, e sarà compito degli studi prospettici in corso far luce sul loro funzionamento” dichiara Antonello Sannia, Presidente Società Italiana di Medicina Naturale “Tra le spiegazioni avanzate vi è il comportamento mimetico degli isoflavoni che, agendo come gli estrogeni, impattano positivamente su alcuni neurotrasmettitori del cervello, tra cui la serotonina, responsabile della regolazione del ciclo sonno-veglia.”

La sicurezza dell’assunzione degli isoflavoni della soia è stata confermata recentemente anche dall’EFSA (European Food Safety Authority). Alicja Mortensen, presidente del gruppo EFSA sugli additivi alimentari, ha valutato l’assunzione di isoflavoni contenuti negli integratori non nocivi per le donne in post-menopausa: infatti in base alle evidenze scientifiche recensite , non esisterebbe correlazione tra consumo di isoflavoni ed effetti negativi sugli organi chiave della donna, come ghiandola mammaria, utero e ghiandola tiroidea.

AL VIA IL SECONDO MODULO DEL CORSO FARMINTEGRA: LA COMUNICAZIONE AL CLIENTE E’ LA CHIAVE PER DIFFERENZIARSI NEL MERCATO

Grande successo di adesioni dei farmacisti al progetto formativo FarmIntegra dedicato agli integratori in farmacia e realizzato da Federfarma e Integratori Italia – AIIPA

 

Milano, 7 settembre 2016 – Qual è la percezione e il vissuto degli italiani sul tema degli integratori alimentari? Per cosa li utilizzano? E soprattutto, quali sono le domande e le richieste di informazioni relative a questo comparto?

 

A questo proposito, è da poco partito il secondo modulo del corso FarmIntegra dedicato ai farmacisti sul mondo degli integratori alimentari, incentrato sulla comunicazione efficace al consumatore, un requisito distintivo della farmacia ed essenziale per differenziarsi e fidelizzare i propri clienti. Questo modulo si propone di fornire supporto e consigli per generare sinergie tra reparti della farmacia e cogliere tutte le opportunità che il comparto degli integratori può offrire alla farmacia.

 

Il corso, erogato in modalità FAD con crediti ECM, fa parte di un programma formativo lanciato nel febbraio 2015 da Federfarma, la Federazione Nazionale dei Titolari di Farmacia, e Integratori Italia –  AIIPA, per analizzare le trasformazioni in atto nel settore e offrire un servizio sempre più completo e studiato appositamente sui singoli clienti. Il corso è offerto gratuitamente a tutti i titolari di farmacia aderenti a Federfarma e ai loro collaboratori che potranno accedere tramite il sito www.Federfarma.it: ad oggi hanno partecipato circa 3.000 professionisti.

 

Durante il secondo modulo vengono analizzate le fasi del modello di consiglio al cliente, dall’accoglienza alla conclusione della vendita, con un focus particolare sull’analisi dei bisogni del consumatore.

In particolare, dalla ricerca Eurisko 2016 commissionata da Integratori Italia – AIIPA è emerso che le tre funzioni maggiormente attribuite dagli italiani agli integratori alimentari sono quelle di integrare carenze alimentari, rinforzare l’organismo in situazioni di stanchezza e stress e supportare l’organismo durante l’attività sportiva. Un ulteriore dato importante è l’interesse che gli Italiani dimostrano a ricevere informazioni e consigli: quasi la metà degli italiani (42%) è interessata ad avere più informazioni sul tema integratori, in particolar modo sui benefici per l’organismo (soprattutto per quanto riguarda i sali minerali), sui rischi e le controindicazioni (con focus sulle categorie meno usate e conosciute, quali gli aminoacidi e la carnitina) e sulle modalità di utilizzo (soprattutto per vitamine e prodotti a base di erbe).

 

In farmacia il cliente può essere consigliato in modo attivo, cioè a seguito di una esplicita richiesta, e in modo visivo, attraverso un corretto lay out che espliciti i servizi commerciale e promozionale presenti nel punto vendita. Per una gestione ottimale del comparto integratori, l’importante è attivare più strategie che siano di supporto alla professionalità del farmacista e alla sua offerta, costruendo la coerenza del messaggio.

 

Il secondo modulo del corso consente ai partecipanti, in estrema sintesi, di raggiungere almeno tre obiettivi: la soddisfazione del cliente e la sua fidelizzazione, il cross selling e quindi il miglioramento del business della farmacia, e la crescita e soddisfazione professionale dei collaboratori.

 

Per i farmacisti che volessero iniziare il corso, è sempre possibile iscriversi partendo dal primo modulo, per poi continuare con i successivi.