Il Consiglio del Pediatra Piercarlo Salari
La ripresa scolastica
Che sia la prima esperienza piuttosto che la ripresa di un percorso, che avvenga in una struttura inesplorata e tutta da scoprire e in un contesto di insegnanti e coetanei mai incontrati prima piuttosto che in un ambiente familiare, l’inizio dell’anno scolastico è sempre un momento particolarmente delicato per il bambino.

Per lui si delineano nuovi impegni e nuovi traguardi da raggiungere, che si configurano in una realtà duplice: da un lato il ripristino di uno stile di vita routinario, talvolta più sedentario, influenzato dalle attività didattiche, che comportano un notevole impegno in termini di concentrazione, elaborazione intellettiva e memoria; dall’altro la minore disponibilità di tempo da dedicare ai pasti, l’esposizione a un contesto di elevata probabilità di contatto con agenti microbici, complice la permanenza in ambienti chiusi.
Tutti questi fattori determinano sostanzialmente un ritorno alle classiche abitudini (o il cambiamento di quelle precedenti, all’insegna di modelli ispirati dagli altri), ai tipici errori alimentari e nel ricircolo delle comuni infezioni di comunità, destinate a mantenere un costante ping-pong tra bambini e adulti.

Non sarebbe ovviamente possibile una generalizzazione, in quanto ogni bambino si differenzia per caratteristiche, alimentazione ed esigenze proprie. È utile tuttavia richiamare l’attenzione su alcuni nutrienti di particolare rilevanza per la crescita e per lo stato di salute. L’apporto di vitamina D, per esempio, fondamentale per la calcificazione ossea, è stata considerata da vari studiosi come un importante indicatore dell’appropriatezza del regime dietetico, mentre il ferro è un minerale di cui numerosi adolescenti – in particolare di sesso femminile – risultano spesso deficitari.

Non va poi dimenticato che la stessa resa scolastica, per quanto in buona parte legata alla reale applicazione nello studio, può essere influenzata favorevolmente da alcuni fattori nutrizionali: è stato per esempio dimostrato che l’assunzione adeguata di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, può favorevolmente influenzare le performance cognitive.

Altrettanto importanti – e non soltanto per il tessuto nervoso ma anche per il sistema difensivo – sono gli acidi grassi omega-3, di cui è ricco l’olio di pesce, mentre l’organizzazione delle difese dell’organismo risente positivamente dell’introduzione di vitamina C e oligoelementi, quali selenio e zinco.
Per i bambini che vanno purtroppo incontro a infezioni ricorrenti altri principi naturali utili per rafforzare la risposta immunitaria sono l’Echinacea, dalle cui radici si ricava un estratto secco in grado di migliorare l’attività dei globuli bianchi, e la propoli, dotata anche di azione battericida, antivirale e fungicida.

È quindi opportuno invitare i genitori a seguire le abitudini alimentari dei propri bambini soprattutto nel periodo scolastico. Non va criminalizzata la trasgressione occasionale, dalla festa al ritrovo al fast food, ma è bene che la dieta sia il più possibile completa e variata, ricca in alimenti vegetali e ripartita correttamente nell’arco della giornata. Il fatto che le sindromi carenziali sono diventate ormai una lontana reminiscenza storica non implica infatti l’automatica scomparsa dei deficit nutrizionali. Al contrario essi sono tuttora presenti ma hanno assunto connotati spesso subdoli, che possono essere documentati soltanto attraverso particolari esami di laboratorio. La supplementazione rappresenta una preziosa opportunità per evitare implicazioni di eventuali carenze sulla salute dei bambini di oggi, ricordando sempre ai genitori, soprattutto di bambini che si alimentano in maniera frammentaria, poco rispettosa delle buone regole nutrizionali e monotona, di prestare la massima attenzione a ripristinare una dieta corretta e uno stile di vita generale più sano, presupposti fondamentali per crescere bene e in salute.

Dott. Piercarlo Salari, Pediatra.
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