Il cibo della longevità

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Vivere fino a cent’anni e oltre è possibile. Lo dimostra l’esercito di ultracentenari che si concentra, in Sardegna e in alcuni comuni del Centro Italia. Di questo interessante tema si è parlato durante il recente congresso “The Future of Science” a cui hanno partecipato le maggiori autorità scientifiche internazionali, tra cui Thomas Kirkwood, il principale teorico dei meccanismi biologici dell’invecchiamento, Howard Friedman, a capo del Longevity Project ed Elizabeth Blackburn, Nobel per la medicina nel 2009. Secondo l’esperto dell’Osservatorio AIIPA Giovanni Scapagnini, biochimico clinico dell’Università del Molise, l’estrema longevità dipende sicuramente da una genetica favorevole e dalle numerose variabili in grado di migliorare o peggiorare la possibilità di un invecchiamento privo di malattie. Inoltre gli alimenti di cui ci nutriamo sono sicuramente variabile ambientale rilevante nel determinare la longevità di un individuo.

L’abitudine a nutrirsi in maniera ipocalorica è stata riscontrata come tipica caratteristica delle popolazioni ad alta percentuale di centenari. Questa condizione facilita l’attivazione di meccanismi di difesa cellulare. Gli studi sulla restrizione calorica hanno inoltre permesso di scoprire le proteine chiave nella regolazione della longevità. Alcune di queste, come le sirtuine e FOXO3a o AMPk e il PGC1alfa sono attivate anche da alcuni composti presenti nella dieta.

Le sostanze vegetali presenti in frutta e verdure come le antocianine e il resveratrolo, appartenenti alla famiglia dei polifenoli, sono, infatti, in grado di attivare in maniera specifica i meccanismi di longevità cellulare. La maggioranza di questi composti è inoltre dotato di una potente azione antiossidante, effetto considerato particolarmente utile per contrastare i processi legati all’invecchiamento. Anche gli acidi grassi polinsaturi omega 3, presenti in grandi quantitativi nel pesce e nelle alghe, agiscono promuovendo i meccanismi genetici della longevità.

Contemplare nell’alimentazione adeguati quantitativi di queste sostanze, è sicuramente una regola d’oro per favorire un invecchiamento di successo.