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In forma
Essere e sentirsi informa ogni giorno si può. L’importante è seguire un’alimentazione sana e salutare il cui scopo è quello di garantire all’organismo quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive necessarie e in modo regolare. Il tutto senza dimenticare un po’ di esercizio fisico. Le diete drastiche e superveloci che fanno perdere in chili in un batter d’occhio, come sostengono gli esperti, non aiutano l’organismo a stare in salute e molto spesso non fanno raggiungere il risultato tanto sperato. E’ allora importante recuperare l’etimologia originaria del termine dieta che deriva dalla parola greca "diaita" che significa "stile di vita", perché l’alimentazione non riguarda solo le calorie che ingeriamo, ma una sfera più ampia di comportamenti di cui anche l’attività fisica è una parte importante. Se lo scopo è dimagrire non bisogna ridurre semplicemente le calorie, ma correggere il comportamento alimentare dopo aver individuato gli errori: la perdita di peso è così più lenta, ma sicuramente più duratura e salutare! Il vero problema non è tanto il dimagrimento in sé, quanto il mantenimento del nuovo peso. Il più delle volte uno o due chili si riprendono già il giorno dopo, quando dopo i primi pasti abituali, l’organismo ricarica le proprie riserve di carboidrati; spesso anche le riserve di grasso tornano velocemente al livello di prima. Nei giorni in cui si è a dieta, il metabolismo si tara per così dire su un "regime di economia"; l’organismo riesce ad uscire da questo regime per tornare a quello normale solo dopo alcuni giorni. Se alla fine del digiuno forzato si ricomincia a mangiare normalmente, la forbice tra il consumo e l’apporto calorico è spesso ancora più ampia di quanto non lo fosse prima della dieta. Sono proprio queste le condizioni migliori per aumentare ancora di più le riserve di grasso. La realtà insegna che quanto più estremi, lunghi e frequenti sono i digiuni, tanto maggiore è il rischio che i depositi di grasso continuino ad aumentare dopo un "periodo di dieta forzato". E allora cosa fare? Innanzitutto è bene tenere presente che per i cuscinetti di grasso non esiste nulla che dia risultati in poco tempo. Il grasso è il più efficace accumulatore di energia del nostro organismo ed è proprio perché nel grasso sono immagazzinate così tante calorie che occorre tempo prima che il deficit energetico raggiunga valori tali da farsi notare sulla bilancia, specie se consideriamo la scarsa attività fisica che caratterizza oggi la nostra vita quotidiana. Meno si mangia e più evidenti sono gli effetti collaterali come l’affaticamento, il deficit nutrizionale, il minore fabbisogno energetico e le improvvise e impellenti richieste dell’organismo. Inoltre, digiunare o mangiare pochissimo riduce l’apporto di sostanze nutritive essenziali come vitamine, minerali, proteine e acidi grassi. Per evitare effetti collaterali è necessario ridurre l’apporto energetico di 500, al massimo 1000 kcal al giorno e selezionare attentamente gli alimenti in modo da evitare anche il senso di fame. Alla base quindi un fattore essenziale è il cambiamento degli stili di vita: fissare cioè l’apporto calorico e la copertura del fabbisogno alimentare attraverso il numero delle porzioni per ciascun gruppo di alimenti base, analizzando e prendendo coscienza del proprio stile di vita abituale. Come sostengono gli esperti è importante che:
Come stabilire se il proprio peso è quello giusto? Se occorre perdere peso? E si sì quanto? Per rispondere a questi quesiti è necessario calcolare il proprio Indice di Massa Corporea che misura il rapporto tra l’altezza e il peso. Molti esperti ritengono che l’indice di massa corporea consente di avere un quadro più completo dello stato di salute generale rispetto al solo peso corporeo. Si calcola dividendo il peso in kg per l’altezza in metri al quadrato. Prova a calcolare il tuo! |
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