2013-2023: i 10 anni che hanno cambiato la storia dell’integrazione alimentare in Italia

Integratori & Salute scatta una fotografia di come sono cambiate le vendite di integratori in Italia negli ultimi 10 anni.

Ne emerge un consumo consapevole dove probiotici e sali minerali restano le categorie più richieste tallonate dalle vitamine che hanno registrato un vero e proprio boom in questo arco di tempo.

Rispetto al 2013 in ascesa anche i prodotti per la tosse e per il benessere mentale, a cui gli italiani prestano sempre maggiore attenzione.

La ricerca e il mantenimento del benessere fisico e mentale sono valori portanti per gli italiani e, negli ultimi tempi, hanno assunto ancora più rilevanza. Uno scenario nel quale il ruolo degli integratori alimentari riveste sempre maggiore centralità. Stando a una elaborazione di Integratori & Salute su dati Newline riferiti al canale Farmacia, negli ultimi 10 anni le vendite in volume degli integratori sono aumentate del +60% passando dalle 125 milioni di confezioni del 2013 alle 200 milioni di confezioni del 2023. Nello stesso arco di tempo, il fatturato dell’industria degli integratori italiani è quasi raddoppiato: da 1,8 miliardi di euro a 3,5 miliardi di euro di oggi.

PROBIOTICI E SALI MINERALI RESTANO GLI INTEGRATORI PIU RICHIESTI, BOOM PER LE VITAMINE

Tra le categorie di integratori più richieste, oggi, al primo posto troviamo i probiotici che si confermano – anche rispetto a 10 anni fa – come la tipologia più apprezzata con 26,5 milioni di confezioni vendute (+40% rispetto al 2013). Seguono i sali minerali, con 14 milioni di confezioni e le vitamine che, con 13,1 milioni di confezioni, sono il prodotto che ha compiuto il passo in avanti più grande (+157% in 10 anni) tra le principali categorie.

Completano la “top five” degli integratori più venduti attualmente i prodotti per la tosse, con 11,8 milioni di confezioni (+188%) e i lassativi con 11,3 milioni di confezioni (+22%).  [1]

GLI INTEGRATORI IN ASCESA: ANTIACIDI E ANTIREFLUSSO, PRODOTTI PER LA TOSSE E PER L’INSONNIA

Dal 2013 ad oggi, ci sono prodotti che più di altri hanno visto sviluppare il loro posizionamento sul mercato. Tra gli integratori che sono cresciuti maggiormente, troviamo gli antiacidi e antireflusso (+205%), i prodotti per la tosse, (+180%), quelli per l’insonnia e il benessere mentale (+155%), le vitamine (+157%) e gli integratori per le funzioni immunitarie (+ 144%).

Allo stesso tempo, alcuni integratori hanno avuto una flessione rispetto al 2013, come quelli per il controllo del peso, con 1,5 milioni di confezioni (-38%) e gli antiossidanti con 2,5 milioni di confezioni (-9%).

VENDITA DIRETTA A DOMICILIO DI INTEGRATORI: RADDOPPIATO IL VALORE IN 10 ANNI

Anche i dati che riguardano vendita a domicilio degli integratori confermano questa crescita. Secondo AVEDISCO – l’associazione che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere, che utilizzano la vendita a domicilio per la distribuzione dei loro prodotti e servizi – il fatturato degli integratori alimentari nel settore della vendita diretta è passato negli ultimi 10 anni da 153 milioni di euro a 366 milioni di euro e ha visto raddoppiare il numero delle aziende che operano in questo ambito: da 11 a 23. Anche sul fronte dell’occupazione  gli incaricati alle vendite registrano un forte incremento da 115 mila a 307 mila  persone con una percentuale femminile che è passata dal 66% al 72%.

 

8 ITALIANI SU 10 HANNO UN’IDEA CORRETTA DI COSA SIA UN INTEGRATORE ALIMENTARE

La maggiore centralità assunta dagli integratori nella quotidianità degli italiani va di pari passo con un consumo consapevole. Secondo i dati di una ricerca del Future Concept Lab, è emerso che 8 italiani su 10 (77,7%) hanno una percezione degli integratori alimentari molto vicina alla realtà. Sono stati definiti spontaneamente soprattutto come un “aiuto a colmare le carenze dell’organismo”, ma anche come “un supporto per rafforzare l’abitudine a mangiare sano e a fare movimento” e, parimenti, “sono per tutti, per un benessere complessivo”. Appare quindi molto chiara l’opinione che gli italiani hanno degli integratori – sostengono il benessere e non sostituiscono le medicine – e l’idea dei bisogni che soddisfano.

“Il nostro Paese – afferma Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute – è leader europeo in questo mercato, coprendo abbondantemente il 29% del valore totale dello stesso, che, in Europa, supera i 13 miliardi di euro. Gli ultimi 10 anni hanno sicuramente visto crescere una maggiore attenzione alla salute; il consumatore dimostra di essere oggi evoluto nel suo comportamento: si informa, ha aumentato la regolarità di assunzione degli integratori ed è maggiormente attento anche alla salute dei suoi familiari. Riteniamo opportuno ricordare sempre che la loro principale funzione non è quella di curare le malattie, ma di avere un effetto metabolico per mantenere in efficienza il nostro sistema fisiologico. Il che vuol dire: mantenere sane le persone che stanno già bene. Gli integratori sono (e lo saranno sempre di più anche in futuro) degli “allenatori” al fianco delle persone, in grado di garantire all’organismo il giusto apporto di ciò che concorre al benessere complessivo in tutte le fasi della vita, al di là delle buone pratiche già messe in atto”.

INTEGRATORI, UN PREZIOSO STRUMENTO PER LA SOSTENIBILITA’ DEI SISTEMI SANITARI

Gli integratori, oltre a rappresentare un “valore” per la popolazione, sono un’importante risorsa per i sistemi sanitari nazionali. Un’elaborazione PwC Italia su dati Food Supplements Europe stima in 1,3 miliardi di euro il potenziale risparmio annuale del sistema sanitario nazionale correlato a minori casi di ospedalizzazione se le persone over 55 o a rischio di malattie cardiovascolari assumessero Omega3 regolarmente. Allo stesso tempo, se la popolazione a rischio assumesse giornalmente Calcio e Vitamina D si potrebbero riscontrare minori fratture ossee correlate all’osteoporosi ed avere così un potenziale risparmio per il SSN di 0,7 miliardi di euro [2].

[1] Newline 2023

[2] Elaborazione PwC Italia su dati Food Supplement Europe

Sana alimentazione, movimento e integratori alimentari: la ricetta degli italiani per mantenere e migliorare il proprio stato di salute

  • In Italia, oggi, 30 milioni di persone utilizzano integratori alimentari; in leggera prevalenza donne e adulti nella fascia d’età 35-54 anni. È questa la fotografia che emerge dallo studio “Lo scenario degli integratori, tra benessere e star bene”, commissionato da Integratori & Salute al Future Concept Lab
  • Si tratta di un consumo consapevole: 8 italiani su 10 hanno una conoscenza corretta dei prodotti che scelgono. Sostegno al sistema immunitario, supplemento energetico e aiuto per le ossa sono gli ambiti considerati più utili
  • Un settore in ascesa, che nel 2022 ha superato i 4 miliardi di euro di fatturato e punta forte su digitalizzazione e sostenibilità.
  • E guardando al futuro? Gli italiani immaginano integratori ancora più efficaci, mirati e innovativi.

 

Gli italiani sono (e saranno) sempre più attenti alla propria salute: per il 64% è il primo valore che indirizza le proprie scelte, presenti e future. E per riuscire a mantenere il proprio benessere, i nostri connazionali puntano sulla alleanza tra un’alimentazione equilibrata, una vita attiva e un uso appropriato di integratori alimentari, utilizzati oggi da oltre 30 milioni di italiani e con un ruolo sempre più centrale nella vita delle persone.

È questo lo scenario delineato da Integratori & Salute – l’associazione che rappresenta il comparto degli integratori alimentari in Italia e che è parte di Unione Italiana Food – attraverso un’indagine realizzata dal Future Concept Lab. Lo studio (“Lo scenario degli integratori, tra benessere e star bene”[1]) ha fotografato il vissuto e le attese per il futuro dei nostri connazionali rispetto al mondo degli integratori, evidenziando comportamenti e percezioni riguardo l’ambito del benessere, sia in termini di prevenzione che di mantenimento dello stato di salute.

 

MANTENERSI IN SALUTE PRESTANDO ATTENZIONE A CIO’ CHE SI MANGIA: LO FANNO 6 ITALIANI SU 10

Preservare il proprio benessere non è scontato e per raggiungere questo obiettivo, tra le “buone regole” acquisite da una parte significativa della popolazione italiana, al primo posto c’è un equilibrato regime alimentare (29,8%), seguito dal ritagliarsi pause di relax (21,7%) e da un’attività fisica costante (20,8%).

La strada per il benessere passa, dunque, per l’adozione di modelli alimentari corretti e sani: oggi quasi 6 italiani su 10 (58,3%) prestano attenzione a ciò che mangiano più che in passato; il 22,6% segue precise regole alimentari e solo 2 italiani su 10 (19,6%) mangiano ciò che capita.

 

NELL’ULTIMO ANNO, 7 ITALIANI SU 10 HANNO UTILIZZATO INTEGRATORI ALIMENTARI

Ma tutto questo non sempre può bastare. Dallo studio condotto dal Future Concept Lab emerge il forte valore attribuito dai nostri connazionali agli integratori per il mantenimento del benessere fisico e mentale. Basti pensare che, nell’ultimo anno, il 73,3% degli italiani (soprattutto adulti tra i 35 e i 54 anni e con una leggera prevalenza delle donne) ha utilizzato integratori alimentari almeno una volta e più di 8 italiani su 10 (82,8%) li hanno usati nel corso della propria vita.

In generale, i nostri connazionali vedono gli integratori come un “buon aiuto per tutti” (71,3%), ma anche come “un supporto per mangiare sano e fare movimento” (71,3%) e per “sostenere il benessere psicofisico” (64,5%).

 

MEDICI E FARMACISTI: I PRINCIPALI CANALI DI INFORMAZIONE

Prima di comprare un integratore alimentare, gli italiani si affidano al consiglio dei professionisti della salute. Al primo posto troviamo il medico (48,4%), seguito dal farmacista (36,3%). A distanza seguono i professionisti della medicina alternativa, come terapista nutrizionista e fitoterapista (19,1%); infine, familiari, amici e colleghi (15,9%), ricerche su google (14,5%) ed erboristerie (9,1%).

 

8 ITALIANI SU 10 HANNO UN’IDEA CORRETTA DI COSA SIA UN INTEGRATORE ALIMENTARE

Questo prezioso scambio di informazioni tra professionisti della salute e consumatori ha portato nel tempo ad accrescere la consapevolezza di cosa siano gli integratori.  Dallo studio, infatti, emerge come circa 8 italiani su 10 (77,7%) abbiano una percezione degli integratori alimentari molto vicina alla realtà.

Sono stati definiti spontaneamente soprattutto come un “aiuto a colmare le carenze dell’organismo”, ma anche come “un supporto per rafforzare l’abitudine a mangiare sano e a fare movimento” e, parimenti, “sono per tutti, per un benessere complessivo”. Appare quindi molto chiara l’opinione che gli italiani hanno degli integratori – sostengono il benessere e non sostituiscono le medicine – e l’idea dei bisogni che soddisfano.

 

“Ci fa piacere constatare – dichiara Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute – come, in base alle principali evidenze emerse dallo studio, gli italiani abbiano una conoscenza corretta degli integratori alimentari e delle loro specificità. Riteniamo opportuno ricordare sempre che la loro principale funzione non è quella di curare le malattie, ma di avere un effetto metabolico per mantenere in efficienza il nostro sistema fisiologico. Il che vuol dire: mantenere sane le persone che stanno già bene. Gli integratori sono (e lo saranno sempre di più anche in futuro) degli “allenatori” al fianco delle persone, in grado di garantire all’organismo il giusto apporto di ciò che concorre al benessere complessivo in tutte le fasi della vita, al di là delle buone pratiche già messe in atto”.

 

7 CONSUMATORI SU 10 LI ACQUISTANO IN FARMACIA

Per il 70,2% degli italiani, la farmacia e/o la parafarmacia sono il principale luogo di acquisto di integratori. Molto meno diffuso – lo fanno 2 italiani su 10 (22,4%) – è l’acquisto in autonomia al supermercato. Stesso risultato per gli acquisti online sui siti specializzati in salute (22,4%). Più indietro gli acquisti di integratori su Amazon (19,7%), nei negozi di alimenti naturali (14,2%) e quelli online sul sito web di una specifica marca (6,4%).

 

CONSIDERATI MOLTO UTILI PER IL SISTEMA IMMUNITARIO, COME FONTE DI ENERGIA E PER LE OSSA

L’importanza degli integratori viene rimarcata dagli italiani in particolare per alcune funzioni.  In primo luogo, per sostenere le difese immunitarie (30,1%), come complemento energetico (26,3%) e come aiuto per le ossa e le articolazioni (24,4%). Ma anche per integrare diete vegane e vegetariane (22%), per normalizzare l’intestino (22%), per aiutare la digestione (20,8%) e migliorare i problemi d’insonnia (20,2%).

Tanto che tra le tipologie di integratori più utilizzati dai nostri connazionali, l’indagine del Future Concept Lab colloca infatti al primo posto quelli per migliorare il sistema immunitario: dichiara di farne uso quasi 1 italiano su 2 (45%).

“Il ricorso agli integratori può rappresentare, nell’ambito dei limiti di sicurezza fissati dal Ministero della Salute, un modo efficace per sostenere la funzione immunitaria”, dichiara Andrea Poli, Presidente NFI (Nutrition Foundation of Italy).Quando, per varie ragioni, è l’alimentazione a non essere adeguata ed esistono carenze specifiche, un contributo ad un’efficace immunoprotezione può derivare da integrazioni mirate, per le quali esistono prove convincenti di efficacia e di sicurezza. Le vitamine D, C, B6 ed E possono, ad esempio, contribuire a garantire un corretto funzionamento del sistema immunitario ed anche vari minerali (come zinco, ferro, selenio e rame) possono avere effetti positivi al proposito”, conclude il prof. Andrea Poli.

 

IN FUTURO SARANNO ANCORA PIU’ IMPORTANTI GRAZIE ALL’INNOVAZIONE E ALLA RICERCA

Proiettando gli integratori nel futuro, gli italiani si aspettano che saranno ancora più strategici nella vita delle persone. In primo luogo, perché sono convinti che la ricerca scientifica metterà a disposizione nuovi ritrovati per vivere più a lungo e in salute (60,5%) e perché saranno sempre più innovativi e utili al mantenimento dello stato di salute grazie al contributo della scienza (55,6%). Per il 61,5% l’utilità degli integratori sarà massima soprattutto quando consigliati con più rigore, solo per specifiche occasioni o carenze.

 

L’INTEGRATORE DI DOMANI? IN CAPSULE BIOTECH DA ASSUMERE SENZA ACQUA

Guardando alla forma futura degli integratori, 1 italiano su 2 (52,7%) li preferirebbe in capsule, ma con un elemento di innovazione: un involucro biotech tale per cui si possano assumere senza acqua. Il 30,8% degli italiani li vorrebbe assumere liquidi, in fialette di materiale bio.  Molto più staccati quelli che li preferirebbero in polvere, da spargere sul cibo come una spezia (9,7%) o in gocce (6,8%).

 

UN PREZIOSO STRUMENTO PER LA SOSTENIBILITA’ DEI SISTEMI SANITARI

Quello degli integratori alimentari è un comparto in grande ascesa, che nel 2022 ha superato i 4 miliardi di euro di fatturato. L’Italia è il leader europeo nel mercato degli integratori, coprendo abbondantemente il 26% del valore totale dello stesso, che in Europa supera i 13 miliardi di euro.

“Grazie alla forte impronta innovativa del comparto – afferma il Presidente Germano Scarpasiamo impegnati a ricercare e progettare gli integratori del futuro, che dovranno rappresentare un sostegno sempre più mirato e strategico per il benessere delle persone. Un utilizzo più strutturato degli integratori nei prossimi anni, in linea con quanto auspicato dagli italiani nello studio del Future Concept Lab, può costituire un’importante risorsa per i sistemi sanitari nazionali. Un’elaborazione PwC Italia su dati Food Supplements Europe ha stimato in 1,3 miliardi di euro il potenziale risparmio annuale del sistema sanitario nazionale correlato a minori casi di ospedalizzazione, se le persone over 55 o a rischio di malattie cardiovascolari assumessero Omega3 regolarmente. Allo stesso tempo, se la popolazione a rischio assumesse giornalmente Calcio e Vitamina D si potrebbero riscontrare minori fratture ossee correlate all’osteoporosi ed avere così un potenziale risparmio per il SSN di 0,7 miliardi di euro”.

 

LE PRIORITA’ FUTURE DEL COMPARTO? DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ

Infine, guardando al futuro del settore degli integratori alimentari, secondo una recente indagine del Centro Studi Integratori &Salute, tra gli ambiti di azione prioritari su cui intervenire nei prossimi anni, al primo posto le aziende  mettono l’integrazione e lo sviluppo digitale dei processi aziendali (43%), seguita dagli strumenti digitali per la gestione dell’informazioni medico-scientifica (28%), l’internet of things (20%), gli strumenti digitali per la gestione della relazione con il farmacista (8%) e i sistemi di visualizzazione, realtà virtuale ed aumentata (1%).

 

[1] La survey è stata realizzata, nel mese di Aprile 2023, su un campione di 1.000 unità della popolazione italiana 18-70 anni (rappresentative per sesso, età, area geografica, city size).

Integratori alimentari: un settore “al femminile”

NELLA METÀ DELLE AZIENDE ALMENO 1 DONNA SU 2 NELLE POSIZIONI DI VERTICE

È quanto emerge dagli ultimi dati della ricerca del Centro Studi Integratori & Salute, che mostra un comparto in grande crescita, con un fatturato di 4 miliardi di euro nel 2022, e che guarda all’innovazione e alla digitalizzazione per affrontare le sfide del futuro. Un settore in prima linea anche per le opportunità professionali rivolte ai più giovani: nel 2021, il 71% delle aziende ha ampliato il proprio organico.

L’occupazione ad alta professionalizzazione nel comparto degli Integratori Alimentari si tinge sempre più di “rosa”. Nel nostro Paese, in 1 azienda su 2 del settore, il 50% delle posizioni di vertice è ad appannaggio dalle donne, contro un dato medio nazionale dell’industria manifatturiera del 35%. È quanto emerge dai risultati dell’indagineAggiornamenti sull’impatto della pandemia da Covid-19 sul mercato” del Centro Studi Integratori & Salute, l’associazione nazionale che rappresenta il comparto degli integratori alimentari e che è parte di Unione Italiana Food.

Un settore in grande ascesa, che nel 2021 ha raggiunto i 4 miliardi di euro di fatturato (con una crescita media del +8,2% dal 2014 ad oggi) e che nei primi 7 mesi del 2022 ha fatto registrare già un ulteriore aumento del +8,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un comparto vocato anche alla valorizzazione dei giovani talenti: nel 27% delle aziende di integratori alimentari, almeno 1 membro del board aziendale è under 40 (contro una media nazionale del 16%). A conferma della centralità assegnata ai temi dell’occupazione e delle assunzioni: 7 aziende su 10 (71%) hanno ampliato il proprio organico nel 2021.

“Tra le donne – afferma Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute – c’è una spiccata attenzione alla salute e soprattutto al mantenimento di uno stile di vita sano: questo fa sì che, a parità di altre qualità con il mondo maschile, le donne investano ancora più passione ed impegno in questo ambito e anche per questo motivo diventano spesso la ‘prima scelta’ per molte aziende. Il settore degli integratori, inoltre, punta molto anche sulla valorizzazione dei giovani talenti, che portando in dote idee nuove e visione sono in grado di plasmare l’impronta innovativa, che è uno dei tratti distintivi del nostro comparto”.

PROBIOTICI, SALI MINERALI E VITAMINE SUL PODIO DEGLI INTEGRATORI PIU’ UTILIZZATI IN ITALIA

Gli integratori alimentari sono prodotti destinati a integrare la comune dieta, costituendo una fonte concentrata di sostanze nutritive e a effetto fisiologico, e svolgono un importante ruolo nel mantenimento della salute e del benessere e nel ridurre alcuni fattori di rischio di malattia, come strumenti di prevenzione primaria nell’ambito di una corretta alimentazione.

Gli ultimi dati di mercato di Newline, aggiornati a dicembre 2022 e riferiti al canale Farmacia, ci dicono che, in riferimento al fatturato delle prime 10 tipologie di integratori venduti in Italia, al primo posto troviamo i probiotici, con 398 milioni di euro (+11,3% rispetto allo scorso anno), seguiti da sali minerali con 234 milioni di euro (+7,9%); vitamine con 201 milioni di euro (+10%); tonici con 198 milioni di euro (+18%); integratori per il controllo della lipidemia con 172 milioni di euro (-7,1%). Più in fondo alla classifica, troviamo gli integratori per le funzioni immunitarie con 157 milioni di euro (+20%); insonnia e benessere mentale con 144 milioni di euro (-2%) e prodotti della tosse con 134 milioni di euro (+61%). Chiudono la graduatoria di questa “top 10” i lassativi con 134 milioni di euro (+3,8%) e gli antiacidi e anti reflusso con 124 milioni di euro (+18,4%).

In generale oggi, farmacie e parafarmacie rimangono ad oggi i punti di riferimento privilegiati per l’acquisto, tanto è vero che l’87% del valore del mercato si sviluppa in questi circuiti e che gli integratori rappresentano oggi la seconda categoria richiesta in farmacia dopo il farmaco da prescrizione medica.

“Il nostro Paese – prosegue Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute – è leader europeo in questo mercato, coprendo abbondantemente il 29% del valore totale dello stesso, che, in Europa, supera i 13 miliardi di euro. La Pandemia ha sicuramente contribuito a una maggiore attenzione alla salute: il consumatore dimostra di essere oggi evoluto nel suo comportamento, si informa, ha aumentato la regolarità di assunzione ed è maggiormente attento anche alla salute dei suoi familiari.

La nostra filiera appare resiliente e in salute, evidenziando dinamiche positive nel fatturato, nella produzione in generale, nell’occupazione e negli investimenti, in particolare in ambito digitale. Una posizione determinata anche dal sempre più diffuso approccio olistico alla salute e al benessere degli italiani”.

Benessere e salute delle persone: il settore degli integratori si proietta nel futuro

Oltre 50 imprenditori e top manager del settore degli integratori alimentari si sono riuniti ieri a Milano, presso la sede di PwC Italia – Milano City Life, per disegnare il futuro del comparto, che rappresenta un’eccellenza del made in Italy e un asset strategico per il sistema Paese.

L’evento, dal titolo “Il settore degli integratori: rimodellare il futuro” è stato promosso da Integratori & Salute, l’associazione nazionale che rappresenta il comparto degli integratori alimentari e che è parte di Unione Italiana Food. 

Ad aprire i lavori del convegno, è stato Germano Scarpa, Presidente dell’associazione “Integratori & Salute”. Per discutere sul futuro del comparto, sono intervenuti: Alec Ross, Distinguished Adjunct Professor Business School dell’Alma Mater di Bologna, ex consigliere di Obama e autore del volume edito da Feltrinelli “I furiosi anni venti”; Andrea Fortuna, Advisory Partner – Health, Pharma & Life Sciences – PwC Italia; Antonino Santoro, Presidente European Federation of Associations of Health Products Manufacturers (EHPM).

INTEGRATORI ALIMENTARI: UN SETTORE CHE CRESCE NEL MONDO E IN ITALIA 

Nel 2021 il mercato globale degli integratori si è attestato a 150 miliardi di euro, con una crescita annua del 4,7% nell’ultimo triennio, e un’importante spinta verso il futuro: l’innovazione di prodotto (con il 64%) è la principale strategia di crescita adottata dai players del settore

In Italia il settore è cresciuto negli ultimi 10 anni ad un tasso annuo medio (CAGR) del 9.5%, un ritmo decisamente più sostenuto rispetto alla performance globale.

“I trend in atto stanno rivoluzionando il settore della salute, con accelerazioni dovute alla pandemia e all’instabilità geopolitica” – ha evidenziato Andrea Fortuna. “L’Italia oggi è leader di mercato in Europa nel settore degli integratori con il 26% del market share, seguita da Germania (19%) e Francia (15%) e si colloca all’ottavo posto come esportatore a livello globale”.

INTEGRATORI, PREZIOSO STRUMENTO PER LA SOSTENIBILITÀ DEI SISTEMI SANITARI 

Gli integratori, oltre a rappresentare un “valore” per la popolazione, sono un’importante risorsa per i sistemi sanitari nazionali. Un’elaborazione PwC Italia su dati Food Supplements Europe stima in 1,3 miliardi di euro il potenziale risparmio annuale del sistema sanitario nazionale correlato a minori casi di ospedalizzazione se le persone over 55 o a rischio di malattie cardiovascolari assumessero Omega3 regolarmente. Allo stesso tempo se la popolazione a rischio assumesse giornalmente Calcio e Vitamina D si potrebbero riscontrare minori fratture ossee correlate all’osteoporosi ed avere così un potenziale risparmio per il SSN di 0,7 miliardi di euro

“La recente Pandemia ha messo in evidenza l’importanza del mantenimento del benessere e della salute per le persone ed in questo nuovo scenario gli integratori rivestono oggi un ruolo ancora più importante, che è destinato a crescere. Il futuro degli integratori alimentari sarà sempre più anche nella prevenzione. Gli integratori sono già oggi un prezioso strumento per la sostenibilità dei sistemi sanitari e un utilizzo corretto di integratori come strumenti di prevenzione primaria potrebbe certamente generare risparmi rilevanti per il sistema sanitario nazionale”, ha confermato il Presidente Germano Scarpa.

DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ GUIDANO LE SCELTE DI INVESTIMENTO

Guardando al futuro del settore, tra gli ambiti di azione, al primo posto le aziende mettono l’integrazione e lo sviluppo digitale dei processi aziendali (43%), seguita dagli strumenti digitali per la gestione dell’informazioni medico-scientifica (28%), l’internet of things (20%), gli strumenti digitali per la gestione della relazione con il farmacista (8%) e i sistemi di visualizzazione, realtà virtuale ed aumentata (1%).

“Le imprese si trovano davanti due grandi sfide: da una parte il nuovo ordine geopolitico, sempre più complesso e volatile, dove la logica binaria è sempre più tra sistemi aperti e sistemi chiusi; dall’ altra il cambiamento tecnologico e la centralità dei dati come vera materia prima della nostra epoca. Nel 2018 i device connessi erano stimati in 23 miliardi, oggi sono 50 miliardi e diventeranno 75 miliardi nel 2025. Impressionante risulta la curva di crescita degli investimenti corporate in Intelligenza Artificiale, passati in 5 anni dai 20 miliardi di dollari del 2016 ai 170 miliardi del 2021”, ha commentato Alec Ross.

Vitamina D e Omega 3 alleati contro le malattie autoimmuni: l’importanza dell’integrazione alimentare

La vitamina D3 e gli acidi grassi omega-3 a lunga catena giocano un ruolo importante nella modulazione del sistema immunitario. A confermarlo è un lavoro scientifico presentato all’ultimo congresso annuale dell’American College of Rheumatology e recentemente pubblicato sul British Medical Journal. Lo studio ricorda come l’integrazione dietetica con Vitamina D3 e Omega-3 possa ottenere risultati di grande interesse clinico e pratico, gettando nuova luce sul ruolo di questi composti nel contrastare il rischio di sviluppare patologie autoimmuni.

VITAMINA D E OMEGA-3 ALLEATI DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Lo studio si basa su solidi presupposti teorici che riconoscono la vitamina D e gli omega-3 come potenti alleati del sistema immunitario. Questo loro importante ruolo è stato anche indagato in una recente review a firma di Andrea Poli, Presidente di NFI – Nutrition Foundation of Italy, dal titolo “Stile di vita, alimentazione e integrazione nell’epoca del Covid-19. Lo stato dell’arte”, pubblicata sul sito Integratori e Benessere di Integratori Italia.

“Innanzitutto – spiega Andrea Poligli omega-3 hanno funzioni ormai ben note nella risoluzione di processi infiammatori grazie alla loro attività “resolvinica”. Gli acidi grassi omega-3 a lunga catena (EPA e DHA) presenti nel sito dell’infiammazione, infatti, vengono convertiti enzimaticamente in sostanze quali resolvine, maresine e protectine, specializzate nella risoluzione dell’infiammazione stessa”.

“Altrettanto accertato anche l’effetto di modulazione della vitamina D su questi fenomeni – continua PoliQuesta vitamina, infatti, facilita la differenziazione dei monociti in macrofagi e aumenta la loro capacità di uccidere i batteri, modula la produzione di citochine infiammatorie e facilita l’esposizione dell’antigene, importante per attivare la produzione di anticorpi specifici. Molte cellule immunitarie sono infatti dotate di recettori per la vitamina D che ne condizionano la funzione quando attivati”.

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE SULL’INCIDENZA DELLE MALATTIE AUTOIMMUNI

Nell’ambito di un grande trial randomizzato e controllato, gli autori dello studio hanno valutato gli effetti di un trattamento con vitamina D3 e/o omega-3 a lunga catena o un placebo. Considerando complessivamente l’efficacia dell’intervento, si è osservato che nei tre bracci di trattamento attivo (vitamina D3 da sola, omega-3 da soli, o la combinazione di questi due principi attivi) l’incidenza delle patologie autoimmuni (l’artrite reumatoide, la polimialgia reumatica, le malattie autoimmuni della tiroide, la psoriasi) si era ridotta del 15-22% rispetto al gruppo trattato con i placebo[1].

“I risultati dello studio – commenta Andrea Polisono di evidente interesse, alla luce del fatto che le patologie autoimmuni considerate, per la loro cronicità, hanno un forte impatto sulla qualità della vita delle persone colpite e dei loro caregivers, oltre che sul sistema sanitario per i costi sanitari e sociali di rilievo che esse generano”.

IL VALORE CLINICO E PRATICO DELL’INTEGRAZIONE DIETETICA

Il lavoro scientifico, condotto con metodologia rigorosa (essendo basato su uno studio randomizzato e controllato), suggerisce quindi la capacità della vitamina D3 e degli omega-3 a lunga catena di influenzare in modo favorevole la comparsa o l’evoluzione di patologie assai diverse, caratterizzate da una non corretta interazione tra il sistema immunitario dell’organismo e fattori scatenanti esterni.

“Esso ci ricorda – conclude Poliche utilizzata secondo modalità dirette e basate sull’evidenza scientifica, l’integrazione dietetica può ottenere risultati di grande interesse clinico e pratico, a tutt’oggi solo in parte accertati”.

 


LO STUDIO

Lo studio nasce nell’ambito di un grande trial randomizzato e controllato, che ha valutato gli effetti della vitamina D3 da sola o in combinazione con gli omega-3 a lunga catena sull’incidenza di eventi di natura cardiovascolare o tumorale (lo studio VITAL)[2]. Le caratteristiche principali dello studio VITAL sono note: circa 26.000 partecipanti dell’età media di 67 anni sono stati randomizzati ad un trattamento con vitamina D3 (2000 IU/die) e/o omega-3 a lunga catena (1000 mg/die) o un placebo, con un follow-up mediano di 5,3 anni.

Nella popolazione dello studio VITAL gli autori hanno valutato l’eventuale differenza nella comparsa di malattie autoimmuni tra i gruppi randomizzati ai diversi trattamenti sperimentali testati. Il presupposto teorico di questo sotto studio nasce dal fatto che sia gli omega-3 e sia la vitamina D3 sono stati associati, negli studi osservazionali, ad una ridotta incidenza di queste patologie.

[1] Hahn J, Cook NR, Alexander EK, Friedman S, Walter J, Bubes V, Kotler G, Lee IM, Manson JE, Costenbader KH. Vitamin D and marine omega 3 fatty acid supplementation and incident autoimmune disease: VITAL randomized controlled trial. BMJ. 2022 Jan 26;376:e066452. doi: 10.1136/bmj-2021-066452. PMID: 35082139; PMCID: PMC8791065.

[2] Manson JE, Cook NR, Lee IM et al.; VITAL Research Group. Marine n-3 Fatty Acids and Prevention of Cardiovascular Disease and Cancer. N Engl J Med 2019; 380(1):23-32. doi: 10.1056/NEJMoa1811403. Epub 2018 Nov 10. PMID: 30415637; PMCID: PMC6392053

 

 

Sistema immunitario “resiliente”, essenziale agire da più fronti: l’integrazione alimentare, un valido supporto al benessere dell’organismo

 

  • Osservatorio Integratori & Salute: Vitamine A, B6, B12, C, D, acido folico, rame, ferro, selenio e zinco sono tra i micronutrienti essenziali per mantenere in salute il sistema immunitario.

Un rapporto sempre più stretto quello tra alimentazione sana ed equilibrata e resilienza, concetto molto esplorato negli ultimi anni, legato ai processi e alle abilità che permettono di mantenere uno stato di benessere personale e sociale, nonostante gli eventi negativi. La resilienza è al centro della sezione “Mind the gap” del sito IADSA e dell’analisi di Integratori & Salute, associazione italiana aderente a Confindustria, da sempre impegnata a contribuire alla crescita della conoscenza, del corretto utilizzo e della qualità degli integratori alimentari.

La letteratura scientifica[1] offre diverse definizioni del termine “resilienza”: in “Salute 2020”, piano d’azione europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la costruzione della resilienza viene descritta come “un fattore chiave per proteggere e promuovere la salute e il benessere”. A conferma della sua rilevanza, riferendosi ai suoi obiettivi di sviluppo sostenibile, sempre l’OMS afferma che “la resilienza ha un ruolo molto importante in essenzialmente tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

La pandemia ha evidenziato come il sostegno del sistema immunitario sia necessario per garantire la salute dell’organismo e quindi come influisca sulla capacità degli individui di essere resilienti. Con l’avanzare dell’età, il rischio e la gravità delle infezioni variano in base alla capacità immunitaria, a seconda di come il sistema immunitario si sviluppa, matura e declina[2].

“In tutte le fasi della vita, una corretta alimentazione può però essere un ottimo alleato per rafforzare il sistema immunitario. Tra i micronutrienti essenziali per il suo corretto funzionamento troviamo: vitamine A, B6, B12, C, D, l’acido folico e minerali quali rame, ferro, selenio e zinco[3]” dichiara il Dr. Andrea Poli, Presidente di Nutrition Foundation of Italy che, all’interno della review “Stile di vita, alimentazione e integrazione nell’epoca del Covid-19. Lo stato dell’arte”, pubblicata di recente sul sito Integratori e Benessere di Integratori Italia[4], analizza ampiamente il ruolo dell’integrazione di alcune di queste sostanze a supporto del sistema immunitario.

Tuttavia, come riportato in un recente articolo pubblicato su Current Developments in Nutrition [5], si stima che due miliardi di persone nel mondo non consumino questi nutrienti in quantità sufficiente. Ciò significa che gran parte della popolazione mondiale, soprattutto nelle fasce d’età anziane, potrebbe seguire una dieta non adeguata a supportare il corretto funzionamento del proprio sistema immunitario. Per far fronte a questa situazione la chiave è sicuramente una migliore educazione alimentare e un corretto utilizzo dell’integrazione alimentare, che può giocare un ruolo importante non solo per compensare carenze nutrizionali ma per coadiuvare il benessere dell’organismo. La funzione immunitaria può essere migliorata ripristinando i micronutrienti carenti ai livelli raccomandati, aumentando così la resistenza alle infezioni e sostenendo un recupero più rapido in caso di infezione. Una sfida importante, che potrebbe portare benefici a milioni di persone, soprattutto a seguito di quanto accaduto durante la pandemia, con persone in età avanzata più a rischio di contrarre la malattia in forma grave, rispetto a quelle più giovani.

 

I PRINCIPALI MICRONUTRIENTI PER UN BUON FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

  • La vitamina D è largamente coinvolta nella regolazione delle funzioni del sistema immunitario. La sua carenza può contribuire ad aumentare il rischio di infezioni. Diverse metanalisi recenti hanno concluso che l’integrazione può ridurre il rischio di infezioni del tratto respiratorio sia nei bambini che negli adulti. La vitamina D è stata recentemente studiata, benché con esiti non conclusivi, anche in relazione ai suoi possibili effetti sull’infezione da Sars-CoV-2.
  • La vitamina C supporta la crescita e la funzionalità delle cellule responsabili del sistema immunitario, favorisce la risposta dei globuli bianchi alle infezioni e l’eliminazione dei microrganismi patogeni. L’integrazione della dieta con vitamina C, inoltre, sembra contribuire alla prevenzione delle infezioni respiratorie e a ridurne la durata e la gravità.
  • Grazie alla vitamina B6, l’organismo è facilitato nella formazione di globuli bianchi e nell’assicurare il normale funzionamento dei linfociti.
  • La vitamina E protegge le cellule dell’organismo dallo stress ossidativo. Inoltre, risultati clinici riconoscerebbero un suo ruolo anche nelle infezioni del tratto respiratorio.
  • Un’adeguata assunzione di zinco è essenziale per il normale sviluppo e funzione delle cellule che partecipano alla risposta immunitaria.
  • Per quanto riguarda il ferro, studi sull’uomo hanno rilevato come la sua carenza possa, tra l’altro, alterare l’equilibrio tra cellule antinfiammatorie e proinfiammatorie. Recentemente EFSA ha riconosciuto il ruolo del ferro anche nel sistema immunitario dei bambini, stabilendo l’esistenza di un’associazione di tipo causa-effetto tra l’apporto nutrizionale del minerale e il contributo alla normale funzione del sistema immunitario stesso fino ai 3 anni di età.
  • Secondo un recente studio, un aumento dell’assunzione di selenio da parte di soggetti sani, ma con livelli relativamente bassi delle concentrazioni plasmatiche del selenio stesso, migliora l’immunità cellulare.
  • Infine, un effetto favorevole sul mantenimento della funzione immunitaria è riconosciuto da EFSA anche al rame

Per maggiori informazioni: https://www.iadsa.org/mind-the-gap/english/fighting-fit#intro

[1] https://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0005/351284/resilience-report-20171004-h1635.pdf

[2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6212925/

[3] https://nutrition.bmj.com/content/early/2020/05/20/bmjnph-2020-000085

[4] https://www.integratoriebenessere.it/stile-vita-alimentazione-ed-integrazione-nellepoca-covid-19-dellarte/

[5] https://academic.oup.com/cdn/article/4/6/nzaa083/5841178

 

 

Alleati del benessere e strumenti di prevenzione: gli integratori alimentari, prodotto importante per la farmacia del post pandemia

  • Maggiore attenzione e consapevolezza verso la salute da parte dei consumatori abituali di integratori (88% da ricerca Kantar*)
  • La farmacia è il canale d’acquisto di eccellenza
  • Si consolida il doppio ruolo del farmacista: fornire consigli per migliorare lo stato di benessere e contribuire alla prevenzione

La pandemia ha modificato i comportamenti di consumo ed il processo d’acquisto in ogni categoria di mercato, in particolare, nel contesto socio-sanitario, in cui è emersa una maggiore attenzione al proprio benessere da parte dei consumatori.

Tale atteggiamento ha modificato anche la scelta e l’utilizzo di integratori alimentari, ridefinendo in primis il ruolo della farmacia. Per mettere a fuoco il cambiamento avvenuto nelle richieste dei consumatori e nella funzione stessa del farmacista, si è svolto il 5 novembre 2021, all’interno della nuova edizione di FarmacistaPiù, il talk “Nutrizione in epoca di pandemia: Covid-19 e ruolo dell’integrazione alimentare”, a cura di Integratori & Benessere, l’associazione italiana di categoria aderente a Confindustria e parte di Unione Italiana Food, che rappresenta il settore degli integratori alimentari e dei prodotti salutistici.

Il talk è stato moderato da Alessandro Colombo, Vice Presidente di Integratori Italia, ed hanno partecipato Maximin Liebn, Componente Comitato Centrale Fofi, Clara Mottinelli, Componente Consiglio di Presidenza Federfarma, Michele Pellegrini Calace, Tesoriere Federfarma Nazionale, Andrea Poli, Presidente Nutrition Foundation of Italy e Matteo Roccio, Account Manager Kantar.

Nel corso del talk, Alessandro Colombo ha messo in evidenza che – secondo una recente ricerca di mercato commissionata da Integratori Italia a Kantar*- coloro che consumavano integratori anche prima della pandemia (88%) hanno aumentato nel 2020 la regolarità di assunzione di questi prodotti, in una logica di maggiore attenzione alla prevenzione, ed hanno esteso agli altri membri della famiglia questo comportamento.

In questo scenario, qual è la funzione della farmacia, che rimane il luogo elettivo di acquisto degli integratori, e della figura del farmacista?

“La farmacia offre, già da molti anni, la possibilità ai cittadini di accedere facilmente a una vasta gamma di prodotti nel campo dell’integrazione alimentare, e questa tendenza è destinata ad aumentare di pari passo con i nuovi e rinnovati bisogni di salute della popolazione” ha affermato Michele Pellegrini Calace. “La pandemia ci ha messo di fronte al valore della salute e della cura di sé, una lezione della quale siamo destinati a fare tesoro a lungo, e la farmacia può giocare un ruolo decisivo nel supportare i nuovi bisogni di salute e di benessere dei cittadini su tutto il territorio nazionale”.

“Quando si parla di integratori si parla ormai non solo di prodotti che aiutano a mantenere lo stato di salute delle persone in determinati momenti della vita, ma anche vere e proprie risorse per la prevenzione – ha proseguito Colombo. “Questa doppia funzione rende l’integratore uno “strumento” importante per la farmacia, perché attraverso la sempre maggior richiesta di salute e benessere a 360° gradi che la popolazione chiede, il farmacista può rafforzare la relazione con il consumatore sia rispondendo alle sue esigenze sulla salute, che promuovendo un counselling mirato alla prevenzione.”

Sempre secondo i dati Kantar, infatti, i consumatori “abituali” si affidano al parere di farmacisti di cui apprezzano presenza, competenza ed esperienza. Per i nuovi user, che sono circa il 12% degli intervistati, il parere dell’esperto rimane fondamentale. Il farmacista è la principale fonte di informazione – insieme al medico – che li porta a prediligere il canale d’acquisto offline, permettendogli un contatto diretto con questa figura di riferimento.

“In un contesto dove l’online gioca un ruolo sempre più rilevante, la farmacia ricopre ancora un ruolo fondamentale nell’orientare e nel guidare il consumatore nell’approccio al mondo degli integratori” ha sottolineato Matteo Roccio. “Il farmacista è infatti la prima fonte informativa per gli shopper della categoria e una delle figure con maggiore autorevolezza e credibilità che deve essere in grado di comprendere i cambiamenti in atto per riuscire a confermare la sua importanza nella mediazione e nel consiglio all’acquisto degli integratori.”

Durante la pandemia il 58% degli intervistati ha dichiarato di assumere integratori per preservare o migliorare lo stato di salute, in particolare come supporto fisico per il sistema immunitario: tuttavia, non sono state poche le fake news che hanno imperversato – soprattutto online – su presunti effetti miracolistici di alcune sostanze. Durante il talk un importante intervento è stato, pertanto, quello del Dottor Andrea Poli, Presidente di Nutrition Foundation of Italy, che ha fatto chiarezza su quali integratori abbiano sufficienti referenze scientifiche per poter essere utilizzati a sostegno della funzione immunitaria.

“L’importanza dominante degli interventi di salute pubblica e delle vaccinazioni nel limitare la diffusione e la gravità delle infezioni è fuori discussione; il ruolo di supporto di alcuni integratori alimentari alla funzione del sistema immunitario non va tuttavia trascurato. Evidenze sufficientemente chiare indicano, per esempio, che un adeguato apporto di vitamina D e C (anche da supplementazione), e l’impiego di specifici botanicals, come l’echinacea, e probiotici può svolgere al proposito un interessante ruolo di sostegno” ha dichiarato Andrea Poli.

 

* Ricerca nata con l’obiettivo di comprendere come sia cambiato il consumo degli integratori nel corso del 2020: 1000 interviste a utilizzatori, principali e/o co-decisori di acquisto di integratori con diverse finalità: alimentari, per il benessere quotidiano, per le difese immunitarie, per lo sport, etc.